SPIDER PORK

mercoledì 27 ottobre 2010

il tuo sorriso_pablo neruda

penso che sia una delle più belle poesie d'amore.
dico una delle più belle perchè è come per le canzoni. avete presente quando si dice: "questa è la mia canzone preferita" ? e poi magari qualche ora dopo dite la stessa cosa per una canzone totalmente diversa?
mentiamo a noi stessi. sempre :) Ci sono in tutto 7 note musicali, che sposandosi in maniera diversa, creano molte più melodie di quanto possiamo pensare.
La stessa cosa capita con le poesie, i testi e qualsiasi cosa abbia a che fare con le parole. ci sono in tutto 21 lettere dell'alfabeto (almeno quello italiano) con le quali possiamo comporre miliardi di parole, che a loro volta si uniscono formando versi stupendi (non a tutti esce però questa cosa eheh!).
reputo neruda uno di quei maestri nel far sposare i versi. le parole, le emozioni.

il poeta degli odori, delle sensazioni,dei sapori. dei sorrisi,della tristezza... insomma.... IL POETA.
questa è la poesia dei miei odori,delle mie sensazioni,dei sapori ... dei miei sorrisi, e della mia tristezza.



Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda





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